Cronaca

Era stato arrestato undici anni fa, Simone Castello, 60 anni,  imprenditore agricolo di Villabate, molto noto anche a Bagheria, (dove peraltro risiede), nell’ambiente delle cooperative che si occupavano di commercializzazione e trasformazione degli agrumi: l’operazione era stata denominata “Grande Oriente”, ed in quella occasione erano stati arrestati altri bagheresi, tra cui Pietro Lo Iacono che venivano considerati fiancheggiatori di Bernardo Provenzano, per avergli offerto ospitalità e avere partecipato a quella rete informativa fondata sui famigerati “pizzini”.

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E’ la domanda che tutti ci facciamo, dopo aver visto quanto possa essere brutto il diavolo. Siamo stati ad un passo dall’inferno, eravamo entrati in un incubo che sembrava non doversi sciogliere mai. Per questo è più che legittima la domanda: sin quando basteranno i quattro milioni di Euro concessi da Raffaele Lombardo al Coinres a fondo perduto e come gentile cadeau?

Basta far parlare i numeri, che, come suole dirsi, difficilmente mentono.

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Riceviamo e puibblichiamo

Naturalmente non ho partecipato alla manifestazione di sabato. Una manifestazione inevitabile, necessaria, ma tuttavia inutile. Perché quando le proteste sono necessarie e dunque inevitabili, significa che è andato irrimediabilmente sprecato il momento della riflessione, delle decisioni ragionevoli.

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C’era la Bagheria che non molla, c’era la Bagheria che ancora si indigna, c’era la Bagheria che continua a coltivare un sogno, c’era la Bagheria dei giovani studenti che credono nella cultura dell’ambiente, c’era la Bagheria di quella Chiesa che è ormai da tempo, con coerenza e rigore, in prima fila sulle problematiche sociali, c’erano i bagheresi normali, donne e uomini, che non si rassegnano a vivere nella spazzatura.

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