Cronaca

Questa sera sulla veloce Palermo-Sciacca in un incidente stradale è morto un giovane di Porticello di 19 anni, Antonio Alioto: la notizia che si sta diffondendo in queste ore attraverso facebook, ha gettato nel dolore e nello sconforto innanzitutto i familiari del ragazzo ma anche gli amici e le persone che gli erano più vicine.

Pare che il giovane si trovasse a bordo di un furgono frigorifero. La famiglia del ragazzo è molto nota a Porticello per 'attività che svolge legata al commercio del pesce.

Tantissimi giovani si stanno stringendo  attorno ai familiari che stanno vivendo  questo dramma.

Questa una prima ricostruzione dei fatti riportata su blogsicilia.it: il giovane alla guida dell'automezzo è finito in una scarpata al chilometro 48+800 nei pressi del territorio di Corleone.

Sono intervenuti i vigili del fuoco che lo hanno estratto dall’abitacolo.

In stato di choc e traumatizzato, è stato trasportato dagli operatori sanitari del 118 all’ospedale Civico di Palermo dove le sue condizioni erano state sin da subito giudicate dai medici molto gravi.

Antonio Alioto stava trasportando un carico di pesce verso Porticello. 

 

 

Continua la sequenza quasi quotidiana di rapine a Bagheria che vengono ormai consumate con tecniche evolute: pistole in pugno e con il volto travisato.

Erano le 18.45 di stasera quando due uomini, appunto con il volto parzialmente coperto hanno fatto irruzione all'interno del supermercato Sisa di via Federico II a Bagheria: i due impugnavano  pistole, non si sa se magari giocattolo opportunamente modificate, e con quelle hanno minacciato il personale alla cassa che è stato costretto a consegnare l'incasso in quel momento disponibile, alcune centinaia di euro, sembrerebbe, stando ad una prima sommaria stima.

Agguantato il bottino i due si sono precipitati in strada dove, stando ad una primissima ricostruzione c'era un auto ad attenderli e sono fuggiti, pare i direzione di palermo.

E' intervenuta la Polizia per i rituali accertamenti.

Le indagini sull'incredibile pestaggio di cui erano rimaste vittime due dipendenti di una ditta di trasporti, la "2D Logistica s.r.l. " di cui uno dei titolari, Aurelio D'Amico, è bagherese, non si erano fermate con i primi arresti.

Infatti il 12 dicembre scorso  erano stati arrestati con accuse gravissime, tra cui sequestro di persona, estorsione, lesioni aggravate, violenze e minacce, oltre ai titolari della ditta e cioè lo stesso Aurelio D'Amico, Tiziana Carla Binaghi e  Francesco Marcello Comparetto, anche un altro dipendente diretto dell'azienda  Francesco Paolo Saladino e un collaboratore esterno, Nicola Sposito, che ancora oggi si trovano agli arresti domiliari o in carcere.

Il pestaggio era stato ordinato dai titolari della ditta di trasporti per punire i due dipendenti di un presunto furto consumato su un carico di merce: ora il GIP di Termini Imerese Sabina Raimondo su richiesta del p.m. Antonia Pavan  ha autorizzato l'arresto di altre quattro persone che sarebbero stati i responsabili materiali della spedizione punitiva.

Si tratta di Maurizio De Santis e del figlio Giovanni, rispettivamente di 47 e 23 anni, di Francesco Marsalone e di Alessandro Lo Bello, entrambi quarantenni.

I quattro palermitani sono tutti pregiudicati per eati che vanno dall'estorsione alla detenzione di droga, i De Santis assieme al Marsalone gestiscono i ristoranti palermitani "Il bucatino" e l'Unico' che si trovano in via Principe di Villafranca.

All'epoca dei fatti, era il giungo del 2012,  i responsabili delle violenze e delle minacce, dopo averli picchiati per costringerli a firmare le dimissioni, avevano tentato di far curare privatamente i due malcapitati presso una struttura di medicina privata, ma il medico aveva subito indirizzato i due feriti al Pronto Soccorso del Policlinico di Palermo.

Scattarono subito le indagini, che incrociarono telefonate e testimonianze,  si era nel giugno del 2012, ed ora in due diversi momenti sono scattati gli arresti.

 

Nella notte del 6 gennaio a Bagheria, l’equipaggio di una gazzella del Nucleo Radiomobile della locale Compagnia Carabinieri, ha tratto in arresto quattro persone con l’accusa di “furto aggravato in concorso e resistenza a Pubblico Ufficiale”.

Erano le 04.20 circa quando la pattuglia impegnata in un servizio di controllo del territorio ha notato delle persone intenti ad asportare cavi di rame dai pali della pubblica illuminazione.

Alla vista dell’autovettura di servizio, i quattro, successivamente identificati in:

altLUPARELLO Giuseppe, classe 1992 residente a Trabia

altNAPOLITANO Giuseppe, classe 1992 residente a Termini Imerese

altINGRAO Salvatore, classe 1990 residente a Trabia e

 altINGRAO Onofrio, classe 1988 residente a Trabia

 

cercavano di darsi alla fuga a bordo di un’autovettura.

La fuga della Fiat Punto durava poche centinaia di metri, terminata con l’autovettura dei Carabinieri a bloccare la strada. La successiva perquisizione del mezzo permetteva di rinvenire e sequestrare circa 800 metri di cavo di rame asportato poco prima dai pali della Pubblica illuminazione lungo la S.P. 37 di Bagheria.

Nell’immediatezza venivano interessati gli uffici preposti del comune di Bagheria e dell’E.N.E.L. per il ripristino dell’illuminazione della zona, lasciata completamente al buio.

Condotti presso il Tribunale di Palermo nella giornata di ieri, sono stati sottoposti al rito direttissimo e dopo la convalida sono stati ristretti ai domiciliari ad esclusione del NAPOLITANO Giuseppe per cui è stata applicata la misura cautelare in carcere, in attesa di essere sottoposti a processo che verrà celebrato nella giornata di domani.

Palermo, 08 gennaio 2013

Fonte Ufficio Stampa dei Carabinieri

 

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